04.1 CINEMA > Ma quando arrivano le ragazze?

 

 

REGIA: Pupi Avati
ANNO: 2004
GENERE: Commedia
DURATA: 146 minuti

Enrico Salimbeni interpreta il ruolo di William Maramotti


LA CRITICA:

..." Il regista bolognese è un grande realizzatore di caratteri, ed anche in questo film sono tutti azzeccati. Dai fratelli Maramotti a Marcello, passando per tutti gli altri personaggi, riusciamo a capire che, anche se non sono i personaggi principali, hanno però delle storie che sono tutte interessanti. Pupi Avati è stato sempre un grande scopritore di talenti ed un grande direttore di attori, e qui una volta di più lo si nota.".

Renato Massaccesi

di WOLVERINE (Massimo Frezza)

Premessa fondamentale: se Woody Allen è il mio regista americano preferito, Pupi Avati (non Fellini o Antonioni) è il cineasta italiano che, in assoluto, amo di più.

Non a caso, entrambi (con alterne fortune) si sono cimentati personalmente con il jazz in veste di musicisti volenterosi ed appassionati ma, per ammissione dello stesso Avati, poco talentosi.

Il maestro in persona ha dichiarato, proprio oggi, a proposito di Allen: "Ecco dove ho sbagliato. Avrei dovuto suonare con lui. Così non sarei stato io il peggiore!".

Se sostituiamo, infatti, al caro Woody il grandissimo Carlo Delle Piane, possiamo applicare alle pellicole di Avati la Melinda Rule.

Posto ciò, la critica a Ma quando arrivano le ragazze? deve necessariamente seguire due linee parallele.

L'ultima opera di Avati, infatti, come fu per Bix, e' un tributo d'amore assoluto ed incondizionato al Jazz.

Quando si è, come me, fan del regista, malati della melodia "in levare" sino alla paranoia e romantici sino alla melassa, tirare fuori le unghie diventa difficile ma necessario.

Se consideriamo Ma quando arrivano le ragazze? un jazz-movie italiano, il mio voto è 7,5. Se si aggiunge anche il tributo al (da noi) sottovalutatissimo Clifford Brown, geniale ispiratore di illustri "sconosciuti" come un certo Miles Davis ...la pellicola raggiunge l'8 .

Se, d'altro canto (ed è il regista stesso ad insistere sull'importanza di questo secondo aspetto, tanto da definire il titolo da lui scelto per questo suo ultimo lungometraggio come il più significativo della sua intera carriera), lo si "inquadra" come una pellicola "avatiana" dedicata all'importanza delle donne...il voto è un 5 secco.

I ruoli riservati all'altra metà del cielo (quella che conta veramente) sono, infatti, talmente marginali e maschilisti da rasentare lo stereotipo più trito.

Non pretendo certo la Gong-Li di Wong Kar Wai in Eros ma non voglio neppure accettare le gallinelle di provincia tutta birra e risatine o la succube moglie-sfondo in odor di separazione in casa che non decide nemmeno più il colore della cravatta del marito perchè quell'epoca è morta e sepolta!

L'unica che avrebbe un ampio margine espressivo, un campo enorme in cui giocare, è - ahimè - la stupenda (sullo schermo due volte più che in foto, dal vivo due volte più che sullo schermo...se si eccettua il suo essere efebica) protagonista.

"Avrebbe"...perchè la toscanaccia in questione è tanto bella quanto ancora recitativamente acerba.

Dulcis in fundo: gli uomini di Ma quando arrivano le ragazze? , che sono tutta un'altra storia. Bravissimi sia Claudio Santamaria che Paolo Briguglia (il secondo più del primo) ma penalizzati da una mancata intuizione alla Closer (strategica inversione dei ruoli), che li avrebbe fatti brillare.

Il tributo d'onore dell'unghiato mutante va al bravissimo Enrico Salimbeni che rappresenta l'unica ragione sensata per inserire Radio Freccia tra i più bei film italiani degli ultimi vent'anni nonostante l'insopportabile presenza di Accorsi protagonista, atteso al varco per Provincia meccanica .

Chicche acide: il maestro non me ne voglia...ma la sua scivolata sulla parete liscia della querelle "scegliamo le dive da box-office o le autentiche professioniste?" è davvero ai massimi!

La sua algida eroina,apparentemente "contesa" da due uomini (tre, se contiamo il matrimonio sfumato), è - infatti - universalmente nota in Italia soltanto per questo ruolo d'autore.

Perchè, inoltre, visto che la storia è ambientata nel "presente", la jazz-band dev'essere composta da soli uomini?

Che ne pensa, maestro, sono ancora "bravino"?

Attendo fiduciosamente il prossimo film. Quello senza star.

   
 
 
 
 
 
 
 
 
GOD SAVE THE PUNK!(Reloaded!)
continua
 
 
 
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